Abituati come siamo a lavorare con i soliti 3/4 sequencer che la fanno da padrone, ritrovarsi di fronte un’ architettura o anche solo un workspace organizzato diversamente può gettarci nello sconforto. Si tende in effetti a preferire visualizzazioni dell’ ambiente di lavoro che siano “familiari” ( timeline, mixer ecc.) e gli stessi sviluppatori, quando non si tratta di un’ evidente scelta di campo, cercano di rimanere il più possibile coerenti con gli standard.

D’ altro canto è  vero che architetture e visualizzazioni innovative possono risultare necessarie quando l’ obiettivo è sovvertire le  modalità di lavoro classiche, al fine di ottenere specifici risultati.

Portiamo l’ esempio di Renoise, sequencer leggero e versatile che prende in prestito l’ impostazione di tool come Noisetrekker e per certi versi Sunvox, un’ app di cui abbiamo già parlato

Noi abbiamo iniziato a metterci le mani e dobbiamo dire che l’ idea ci piace molto, se consideriamo poi che la versione full costa 65 euro… beh… perchè no?!?

 

 

P.s. tra gli sviluppatori figura un certo Kieran Foster, vi dice niente? Glitch? DBlue? Googlate!